Il Mistero della Decima

(SPOILER)

I fatti e I Luoghi del Libro
L’elemento di cui sono maggiormente fiero in questo libro è sicuramente l’accuratezza storica, ovvero di come tutti i fatti e i luoghi narrati in queste pagine siano effettivamente reali.
Il personaggio storico che fa da guida al nostro protagonista è appunto Luigi Durand de la Penne, (di cui trovate la biografia qui https://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Durand_de_la_Penne).
 
 
Logicamente, quando iniziai a pensare alla trama, non scelsi questo personaggio perché vi erano effettivamente collegamenti con tutta l’avventura in cui viene catapultato Marco. La mia scelta cadde su di lui per la missione ad Alessandria, evento che invece, a differenza degli altri narrati
(ovvero tutto ciò che accade in Scozia e il legame con Danilo), fu reale e fedele ai fatti storici.
 
 
 
 
 
 

Ma partiamo dal principio, ovvero da Castelvetro, uno splendido borgo a Sud di Modena, che io ho sempre amato per svariati motivi: dalla sagra del vino che si tiene per le sue strade a settembre, fino alla bellezza del paesaggio e del luogo stesso. Era questo luogo che desideravo fortemente che facesse da sfondo all’incipit della storia, una splendida cornice, un magnifico punto di partenza. Poi la costruzione al centro del borgo, ovvero la piazza a forma di scacchiera, mi ha dato lo spunto e il pretesto per creare il primo enigma e mistero.

Qui Marco trova il diario di de la Penne, che lo guiderà fino a Londra. Tra le sue pagine viene narrata la missione di Alessandria, un’operazione che avvenne realmente e che sono riuscito a descrivere, dopo svariate ricerche, senza inventarmi quasi nulla. Di mia fantasia è ovviamente la discussione tra de la Penne e l’ammiraglio sul cofanetto ritrovato negli scavi ad Alessandria, cosa che non è mai avvenuta. Ma l’impresa andò esattamente così, dai problemi tecnici, alle difficoltà, quali l’essere catturati ed imprigionati. Tutti e sei i membri finirono tra le mani degli inglesi, ma la missione fu portata a compimento, poiché riuscirono ad affondare le due navi. Una delle tante imprese che la decima Mas ha compiuto durante la guerra.
Dopo questa missione, de la Penne passò il resto del tempo in prigionia per poi tornare in Italia dopo la fine del conflitto mondiale. Qui la sua vita prese una strada totalmente differente di quella che narro io nelle pagine del libro, quindi ora ha senso spostarci a nord per riprendere il viaggio di Marco.
Infatti, dopo aver trovato il diario, Marco vola a Londra assieme al padre Andrea, i quali aiutati da Federico e in seguito Matteo, cercano di sfuggire dalle grinfie di Rodrigo e di risolvere il mistero del diario. Qui inizia la vera e propria caccia al tesoro e dove poteva avvenire una ricerca sui templari e massoni, se non a Londra. Londra è forse uno dei luoghi che è stato maggiormente influenzato dalla presenza di questa organizzazione segreta, la quale ha lasciato le proprie impronte non solo sui libri di storia, ma anche nell’architettura stessa della città, nella sua topografia, nei palazzi e le strade. Alcune coincidenze poi hanno lasciato di stucco pure me, soprattutto il fatto che scelsi il nome della casa, villa Acacia, per puro caso, e per puro caso scelsi de la Penne. Quando nelle mie ricerche venni a conoscenza che de la penne era sepolto nella chiesa di San Giorgio, il patrono di Londra, e che davanti ad essa vi era una piazza con disegnate delle foglie di Acacia… rimasi alquanto sorpreso, anche se dire solamente sorpreso è un eufemismo.Comunque, scelsi Londra non solo per il suo legame con la massoneria e i templari, ma anche per un mio personale ricordo, quello di un viaggio che intrapresi anni fa da solo e che mi fece innamorare della città.
 
Temple Bar, Garden Museum, Knot Garden, Sator, Christopher Wren, St Paul Cathedral sono solo alcuni dei luoghi e personaggi che avrei potuto usare e anche qui, restai sorpreso quando ogni volta che sceglievo a caso un luogo o un percorso (come quello che fa il tassista), vi trovavo riferimenti all’enigma che avevo scritto io. Tutto si incastrava alla perfezione ed è questo, secondo me, il pezzo forte del libro.

 
 
 

Personalmente ho sempre amato la storia, soprattutto i segreti che nasconde e tutte le teorie dei complotti e cospirazioni che l’umanità ha creato, laddove vi erano lacune e spiragli per la fantasia:

i misteri irrisolti, fatti che non coincidevano, leggende di tesori scomparsi. La storia ne è piena. Dan Brown è stato logicamente d’ispirazione per me in questa saga, soprattutto nel modo in cui interpreta e sfrutta la storia stessa per arricchire e guidare la trama dei suoi libri. Inoltre, mi ha fatto capire che la storia dell’umanità è la più grande opera mai scritta e il fato, il destino, la sfortuna e il caso sono i più grandi autori di sempre. Un altro autore che in questo caso non fu di ispirazione, ma che ispirerà sempre il mio modo di scrivere e narrare una storia, è Alan Moore. Scrisse From Hell, fumetto che sto leggendo per la prima volta in questi mesi (2020) e che a mia sorpresa parla in modo ancora più approfondito del legame tra Londra e i massoni. Se volete farvi un bel viaggio guidato che parla della massoneria e dei suoi legami con l’architettura della capitale inglese, leggetevi From Hell.

 

A questa avventura si affianca quella nelle terre scozzesi di De la Penne, tutta logicamente inventata, ma anche qui quando si parla di luoghi ed eventi storici, si parla di cose reali. Dal castello di Eilean Donan (il quale tra l’altro venne utilizzato come quartier generale dell’M6 in 007 il mondo non basta, e in tanti altri film) alla diroccata abbazia di Melrose, tutti luoghi in cui la storia ha lasciato il proprio segno, come anche la vicenda di Robert the Bruce. Su Wikipedia si legge che

Il suo corpo è sepolto nell’abbazia di Dunfermline. Secondo il desiderio di Robert, il suo cuore avrebbe dovuto essere sepolto a Gerusalemme nella Chiesa del Santo Sepolcro. Così nel 1330 cinque cavalieri si imbarcarono verso la Terra santa per esaudire il suo desiderio, ma durante il viaggio la comitiva si unì ad una crociata. Secondo la leggenda, Sir Douglas, uno dei cavalieri, portò il cuore in battaglia come talismano, ma è storicamente dimostrato che venne riportato in Scozia e sepolto nell’abbazia di Melrose.”

 

Questo antefatto mi fornì l’opportunità di inserire la vicenda delle pergamene e delle chiavi, rimpiazzando appunto il “cuore” di Roberto I di Scozia, con una parte del tesoro.

 

Con la fine di questo libro però, non si conclude la vicenda di Marco, è solo il primo volume della Saga Delle Pergamene, vi ho raccontato solo un terzo di tutta la storia, la quale segue appunto nel mistero di Kidd e terminerà nel terzo volume che uscirà tra poco (2021 spero), dando inizio alla “Fase 2” del mio multiverso narrativo.

“Il mistero della Decima è un viaggio nel tempo e nello spazio,

un viaggio che sfrutta la realtà per stuzzicare la fantasia.”